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Essere Leader e la Hybris

Essere Leader e la Hybris

Iniziamo da Freud, nel 1921 nel suo scritto “Psicologia delle masse e analisi dell’io” : “ essere leader non è solo frutto della ambizione ma anche un disturbo della personalità. Provocato da un incontrollabile sentimento di hybris.”

Per l’enciclopedia Treccani  hybris significa : “ insolenza, tracotanza», e nella cultura greca antica è anche personificazione della prevaricazione dell’uomo contro il volere divino: è l’orgoglio che, derivato dalla propria potenza o fortuna, si manifesta con un atteggiamento di ostinata sopravvalutazione delle proprie forze, e come tale viene punito dagli dèi direttamente o attraverso la condanna delle istituzioni terrene”

Il tema ricorre molto frequentemente nella Divina Commedia di Dante Alighieri in ottica cristiana; qualsiasi peccato può essere ricondotto all’hybris dell’uomo, che tenta di arrivare con la ragione a comprendere i misteri del divino, ponendosi egli stesso come Dio.

Per questo Dante colloca Ulisse, l’eroe greco nell’inferno. Egli vuole conoscere, scoprire le cose del mondo e non accetta che gli vengano imposti limiti poiché non ne comprende il motivo, ritiene che l’uomo debba spingersi fino ai confini delle proprie possibilità e l’idea di offendere Dio o di volersi elevare troppo non lo sfiora. Ovviamente Dante, le cui idee erano permeate da una forte religiosità, non poteva approvare questo atteggiamento, interpretato come un atto di vera e propria arroganza. Nel complesso l’episodio di Ulisse pare voler essere un monito verso tutti coloro che abusano dei propri poteri o nutrono eccessiva fiducia nelle proprie capacità.

La sindrome di hybris ritorna oggi molto attuale in studi sulla leadership nel campo di chi detiene il potere sia economico che politico. Molti psichiatri e psicologi si chiedono se non sia un disturbo di personalità. Ovviamente  la leadership è associata al fascino, al prestigio e alla capacità di ispirare e di persuadere, ai desideri sublimi e alla fiducia in se stessi, ma può succedere che possa prendere il sopravvento il senso di autorità.. Si cede agli impulsi con il rischio di perdere di vista la realtà delle situazioni e non essere più in grado di ascoltare gli altri. Una eccessiva presunzione, prepotenza  e un disprezzo nei confronti degli altri. Si pensa che i neuroni a specchio si disattivano perché probabilmente si è troppo concentrati su se stessi per prestare attenzione agli altri. La capacità cerebrale non è più in grado di mettersi nei panni dell’altro e di provare empatia

Anche se pur raramente ci sono leader che non subiscono il fascino del successo e della popolarità ma sono ancora ricchi di sentimenti umani, pacati e flemmatici. Per questi anche un insuccesso e un tracollo non comporta nessuna alterazione dell’equilibrio psicologico. Anzi rappresenta l’inizio di una sfida.

A cura di Andrea Cosci

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